I Buchi nel nero. Depressione e ricerca di senso

I Buchi nel nero. Depressione e ricerca di senso

Gabriella Cinà

07 04 2017 | Tag:, di Gabriella Cinà

“Colori? No non posso usare i colori, non ne ho dentro.

Disegnare, modellare, incollare…perché? Non ha senso. Non mi interessa. Sono in apnea, mi manca il respiro, anzi sa che le dico? Se non respiro forse ad un certo punto vedo nero.”

“Quindi un colore c’è.”

“Il nero…è banale! Tutti quando parlano di tristezza e star male parlano di nero. Io no!

Non vedo tutto nero, non vedo niente, perché tutto intorno a me è niente. Tutto quello che posso fare qui sul foglio è un puntino piccolo piccolo con questo colore a spirito.

Un puntino…mmm… no è una macchia… no un cerchio…un buco! Si!

Un buco sta emergendo vede che avevo ragione? Più coloro, più questo nero si espande, si espande, si espande e il foglio si lacera sotto. Come me.” 

“Sembra che questo nero espandendosi abbia aperto un buco, c’è una lacerazione e il foglio sembra tanto fragile adesso, ma c’è un’apertura da cui si vede un sotto, c’è una superficie sotto al foglio che lo tiene.”

“Non so, non mi sembra che qualcuno mi tenga…sono qui seduto su questo lembo strappato “

“Sotto cosa c’è?”

“Direi un buco nero, ma non è più così dopo lo strappo, forse è un buco nel nero.”

“Un buco nel nero, il colore si è aperto e noi stiamo seduti accanto a guardarlo. Siamo io e lei sul ciglio dello strappo e ci affacciamo … riposiamoci un attimo prima di ripartire”

 

boy-1835937

 

 

La pietrificazione del tempo interiore nella depressione va al di là dell’esperienza della noia e del tedio; si è imprigionati dalla propria soggettività, dall’inerzia e, nell’immobilità, anche la tristezza non trova più il modo di esistere. L’uomo è risucchiato dal passato che ritorna, privo di speranza che si intreccia con le esperienze della colpa e della morte, del non poter agire. Solo attraverso il senso è possibile rievocare un ricordo, una parte fortemente connotata dal punto di vista affettivo, poiché legata al significato soggettivo donato agli eventi e dunque appartenente non tanto ad una cronologia storica ma ad una storia vissuta, in una cronologia tutta interiore.

Non è forse il ri-cordo un ri-accordo e il riaccordo la ripresa di una continuità ininterrotta di toni improvvisamente perduti? Galimberti 

 

Cogliere la struttura dell’immagine, il suo messaggio profondo va oltre una decodifica attraverso i canali linguistici a cui si è abituati, attiene all’area dell’incontro, riguarda la comunicazione estetica (Belfiore). Se si fa riferimento ad una corrispondenza profonda fra esperienza somatica, rappresentazione simbolica ed evento psichico, imparare a dialogare con le immagini significa anche per il terapeuta, coinvolgimento fisico. Ritrovare un legame con l’esperienza dell’altro passa obbligatoriamente dal percorrere una strada analoga per rispecchiarla o, restituirle un segnale di trasformazione. L’immaginazione, come ricorda Durand, deve possedere l’umiltà per far affluire liberamente le immagini, altrimenti non sarà capace di favorire la “ripercussione”.

 

-Belfiore M., Comunicazione, estetica e codice: verso un’analisi strutturale e trasformativa del prodotto

artistico in: Belfiore, Colli (a cura di), Dall’esprimere al comunicare, Quaderni di Art Therapy Italiana, Pitagora

Editrice, Bologna,1998

-Durand G. (1963), Le strutture antropologiche dell’immaginario. Introduzione all’archetipologia generale,

Dedalo, Bari, 1996

-Galimberti U., Il Corpo, Feltrinelli, Milano, 2005

 

Sono milioni le persone che in tutto il mondo convivono con la depressione, un disturbo che se trascurato e sottovalutato può diventare devastante e altamente debilitante. Il video è stato ideato e illustrato da Matthew Johnstone in collaborazione con l’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale)